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Retrospettiva

30 dicembre 2011

Ricapitolando in ordine sparso, quest'anno:
ho festeggiato il compleanno di Wikipedia aggiornando e coordinando ten.wiki e scrivendo dei post celebrativi;
ho fatto avere gli account Credo ad un po' di wikipediosi italiani;
ho fatto conoscere e sostenuto la campagna Wikipedia Patrimonio dell'Umanità;
ho aperto il mio rating;
ho lanciato la prima edizione del Progetto Wikilibri (per vostra informazione, si replica nei primissimi mesi del 2012, sarà molto più easy quindi siate pronti);
vi ho tenuti aggiornati con le news dal wikiverso anche su Facebook e Google+ e tramite i post WikiWeek sul blog e alcuni articoli apparsi altrove;
ho curato alcune donazioni di contenuti tra cui quella di F. Barbato;
ho gestito l'utenza itwikisource su Anobii;
ho iniziato a pubblicare sul mio Tumblr una voce "insolita" al giorno (miglioreranno col tempo);
ho quasi centrato il traguardo dei 20mila edit.

Common(s) sense rocks

18 dicembre 2011

Non scrivo solitamente recensioni, men che meno prima di aver finito di leggere per bene tutto il libro, ma volevo segnalarvi l'ebook in BY-NC-SA "Manuale di buonsenso in rete – ed. 2012" dell'Alessandra Farabegoli (cui sono arrivata tramite tweet di Frieda), che alcuni di voi probabilmente seguono come blogger mentre io la "conosco" più che altro per il suo coinvolgimento in "Adotta una Parola".
Innanzitutto va ringraziata per aver distribuito gratuitamente questa raccolta di suoi post sulla necessità e semplicità di approdare sul Web, farsi trovare, utilizzare appropriatamente strumenti abbastanza basici come e-mail e/o newsletter, sfruttare Facebook per la propria immagine, interpretare le statistiche delle proprie attività online, reclamizzare i propri eventi e via dicendo. Costruire i propri spazi virtuali non è solo ormai imprescindibile, ma è possibile farlo anche senza spendere quasi niente, quindi fate un grande favore ai vostri amici e parenti che possiedono negozi o ditte e che si professano allergici alla Rete o semplicemente soddisfatti di come gestiscono gli affari RL-only, e sconvolgete le loro esistenze con questo PDF.
Il libro parte con spiegazioni davvero a prova di niubbo, poi il registro cambia temporaneamente (immagino sia il piccolo prezzo da pagare per una serie di articoli che non era stata scritta con l'intento di essere raccolta e quindi di avere uno specifico gruppo di "destinatari") e quindi già la parte sull'hosting risulta IMHO più appetibile e comprensibile agli iniziati, che la leggeranno con gioiosa nerditudine in attesa delle inevitabili critiche all'host n.1 in Italia (quello per intenderci che tiene i server sulla sabbia, invece di usarla per spegnerli quando bruciano).
La lettura scorre piacevolmente, anche se a video le parti in grigio chiaro su bianco uccidono gli occhi, e la scelta di .xxx come esempio di dominio ci fa sorridere visto che adesso è possibile registrarne e non crediamo che gli imprenditori del ramo abbiano bisogno di molti consigli! Peccato per i link, almeno a me non funzionano e mi hanno lasciato più d'una curiosità, ma per il resto c'è da scommettere che in più di un'occasione vi ritroverete come me a scuotere la testa sorridendo nel leggere il campionario di errori/orrori comuni che si trovano in giro per i siti. E per quanto da queste parti siamo contrari all'acquisto di stock fotografici per chi ha bisogno di immagini di qualità, non ce la sentiamo nemmeno di protestare per l'assenza di una citazioncina a Wikimedia Commons come repository da cui attingere, perché davvero non usabile in certi contesti (come del resto rilevato anche altrove). Insomma, kudos!

Fund-racing contro il tempo?

17 dicembre 2011

Approfitto del riproporsi di una delle taaante parodie dell'appello di Jimbo per il fundraising per fare il punto della situazione: ieri, giorno 31 della raccolta, siamo arrivati a oltre 14 milioni e mezzo di dollari, credo la metà circa di quanto servirebbe, battendo già il totale della scorsa campagna. Un mio semiserio invito a contribuire è apparso su Wikiculture (c'ho i post che vogliono viaggiare, io!).

Da Flickr a Commons senza paura

12 dicembre 2011

Circa il post sulla megadonazione di immagini che ho scritto alcuni giorni fa per NonnaWiki (grazie Jaqen per l’ospitalità), ecco un po’ di dettagli tecnici che lì sarebbero stati fuori luogo.

Per chi volesse trasferire grosse quantità di file direttamente da Flickr a Commons, c’è una sola vera possibilità, ossia il tool Flickr Mass di Magnus Manske.

Ora, adoriamo Magnus et lo benediciamo per tutti i gingilli che fa per noi, ma per usare questo uploader bisogna munirsi di una dose extra di pazienza.

In primis perché può dare l’impressione che non funzioni affatto. Ipotizzo che questo sia dovuto al numero enorme di immagini che si ritrova a dover processare prima di trovare quelle che ci interessano. Pertanto, lanciandolo su stream così corposi (circa 9000 foto), impiegherà non meno di 4-5 minuti solo per finire quella operazione. Per sapere se sta effettivamente caricando (e quando finisce) in questi casi si possono solo tenere d’occhio i contributi del bot, perché difficilmente ci appariranno messaggi di stato e anzi la pagina sembra caricare all’infinito. Pertanto NON riavviate l’upload se vi sembra che non stia succedendo niente: l’unico risultato di questa operazione sarà una confusione indescrivibile di doppioni col nome simile e in qualche caso anche sovrascritti. In questo caso temporeggiate, caricate un batch di file diversi e dopo aver verificato se effettivamente l’operazione era andata a buon fine o meno, riprovate. Ricordate anche che non c’è modo per fermare un upload, per cui essere molto scrupolosi è meglio che dover elemosinare poi l’aiuto di un sysop di Commons in chan.

Sempre sul lato “cons” tocca rilevare che il tool genera anche automaticamente un certo numero di categorie “sbagliate”.

Questo può essere risolto più o meno facilmente grazie ad un’altra creatura by Magnus, ossia Cat-a-lot; basta attivare il gadget nelle preferenze su Commons, avviarlo cliccando sul suo nome in basso a destra, posizionarsi sulla categoria errata che contiene i file e da lì, selezione multipla per eliminarli (oppure se la categoria è composta quasi esclusivamente da file da rimuovere, selezionare tutto con un unico click e chiaramente deselezionare quei pochi che devono rimanere). Un “pro” bello grosso comunque c’è: viene importata anche la geolocalizzazione su mappa, e quindi non è necessario compilare poi a manina il template Location.

A margine (e confesso che faccio questa puntualizzazione perché mentre caricavo le foto di Barbato, qualcun altro stava saccheggiando un account Flickr con donne nude in pose varie) io credo fermamente che i nostri contenuti debbano essere rilevanti, che non abbia senso fare gli accapparratori e che quindi centinaia di file orfani possano in ogni momento essere cancellati. Io sono per la diversità (ospitare foto diverse in edizioni linguistiche o progetti diversi), non carico foto pressoché identiche tra loro e chiedo che le mie vengano sostituite quando ce ne sono disponibili di nuove e di qualità opinabilmente superiore. Però non sono admin su Commons e anche se lo fossi dubito che accetterebbero le mie motivazioni per togliere in immediata quello che non ritengo necessario.

PS: Se vi è piaciuto il gesto di Fiore, vi chiederei di farglielo sapere personalmente tramite messaggio qui o qui.

PPS: Probabilmente saprete già che Splinder sta per chiudere. Mentre decido cosa fare di questo blog notate che i feed RSS sono morti; per ovviare venendo incontro agli interessati segnalo i prossimi post tramite i miei profili social.

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