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Not so random pictures

9 aprile 2008
La dura vita del fotografo consiste nel partecipare ad eventi non avendo la più pallida idea di cosa siano, pianificare l’irruzione scegliendo il momento e la posizione ideale, fare sequenze di scatti più o meno casuali a personaggi che, se abbassano il cartellino che hanno davanti col loro nome scritto su, si riconosceranno in un secondo momento solo grazie a Google Images. A Galassia ci si divertiva facendo a gara a chi controllava meglio i sintomi del Parkinson, a chi riusciva a farsi detestare di meno dalle hostess e a uscire dalle sale senza dare troppo nell’occhio. Nessuno invece è riuscito a convincere M. di non tirarla troppo per le lunghe, che non volevamo pictures of the year. Al 3. Ma al 3 ci alziamo o aspettiamo dopo il 3?

F. è felicemente innamorato. Lo si capirebbe anche se non scrivesse commenti scemi alle sue foto. Lui è ispirato e la qualità delle immagini ne risente in positivo, anche se la Canon nuova aiuta, certamente. Perché una cosa così non puoi contenerla, punto.  "L’amore, la tosse e la fame non si possono nascondere." E sono sicura che lei apprezzi la propria onnipresenza, anche nelle foto in cui non appare. Almeno, a me piace vedere la storia che c’è dietro. 3! anche a voi.

R. invece sta passando un momento così, il suo sito non c’è nemmeno più. Nonostante questo, continua ancora a regalarci foto di un’importanza e di una qualità straordinarie (politici, attori, sportivi a bordocampo). Non ci sono comunicati stampa a celebrarlo, ma lui sente comunque la riconoscenza mia e dei pochi altri che "approfittano" del suo lungimirante lavoro. Una piccola carica.

M. è un feticista delle mani! Le mie ovviamente. Il suo entusiasmo mentre discettavamo delle ns passioni internettiane ci ha fatto bene. Deve essere un po’ anche colpa sua se ho preso un altro libro oggi, con due che ne ho ancora da finire. Peccato non fosse lì il giorno prima a immortalarmi anche mentre firmavo un autografo :-p

Bookcrossing manuale Wiki a Galassia Gutenberg 2008, CC-BY-SA 3.0 by Azimuth


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  1. anonimo permalink
    11 aprile 2008 20:49

    mi sa che il premio Parkinson lo vinci tu 😉
    però quello O-mio-dio-quello-di-un-posto-al-sole-mi-ha-visto-che-vergogna è solo mio!!!

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