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Who will stand up for GFDL?

17 gennaio 2009

Dopo il fundraising più che positivo ed il compleanno in sordina di Wikipedia, almeno due uragani si abbatteranno presto sulla comunità wikip/mediana. Per uno ci vorrà ancora un po’ IMHO, sto parlando delle FlaggedRevs che de facto cambierebbero il modo di pensare e fare wiki; già implementato su de, su en non pare navigare in buone acque, arenandosi – indovinate dove? – sulle secche delle policy in materia di biografie di viventi che sono il centro dell’universo en.wiki da un po’, mentre da noi se ne parla pochissimo e si decide sempre arbitrariamente e a vista, in caso di contestazioni.

L’altro ciclone invece sta arrivando eccome, lo switch GFDL/CC-BY-SA (in qualunque forma le si addizionerà), tenuto debitamente coperto in periodo di raccolta fondi per non spaccare la comunità, una scelta che ha rappresentato dall’inizio, a mio modo di vedere, il modo sbagliato di affrontare il problema del wikicopyright, se proprio si vuole porlo in termini di criticità. (Disclaimer: non seguo da settimane la discussione in foundation-l, quindi non mi stupirei di proporre considerazioni già lette altrove, ad esempio sono approdata tramite link ad una mail di Phoebe dal contenuto simile a tratti).

Il fatto è che WMF, adesso che le varie Wikipedie maggiori non sono più scatole vuote come agli inizi ma cominciano ad essere appetibili addirittura dal punto di vista qualitativo, sembra avere proprio fretta di sbarazzarsi di quelle clausole della GFDL che non aiutano a “fare business”. Non aiutano perché l’intera licenza da appiccicare dietro ogni cosa è scomoda. Addirittura adesso non sembra nemmeno quella la priorità da rispettare, ma il fatto che la licenza <<requires complete duplication of the "history" section of the article with every derivative work (not just the author names — the entire section)>>. E per una voce con migliaia di revisioni, è metricamente peggio del papiro in legalese cui accennavo sopra. E siccome WMF deve averne abbastanza di avallare cose che potrebbero portarle grane in futuro se non fatte per bene, e dall’altra di "perderci" perché è troppo complicato riutilizzare quello che già si ha (solo io sono scioccata dalla storia dei poster francesi, eh?)…

La BY-SA vorrebbe assurgere a deus ex machina. Io invece penso che simili semplificazioni dovrebbero essere implementate solo su terreni già fertili, usate da chi ha almeno chiaro qualche concetto di base, e quindi sia davvero in grado di scegliere. Adottare la BY-SA perché facilita le procedure significherà rassegnarci a sdoganare anche la laconica scritta ”preso da Wikipedia” che adesso ci fa imbestialire ovunque la si legga. La BY-SA non risolverà niente perché non è la licenza attuale il nocciolo della questione, ma come le varie Wikipedia e/o WMF l’hanno sinora applicata ai vari progetti. Progetti che non hanno le idee ben chiare sul copyright, altrimenti non staremmo lì dopo 8 anni a chiederci se possiamo usare materiale CC-BY o meno, e come. E la questione fondamentale dell’attribuzione per come viene illustrata ora mi fa proprio sorridere. Adesso si presenta il link alla cronologia come prassi universale di attribuzione valida, quando fino a poco tempo prima ci si è dovuti "battere" anche solo per farlo accettare come concetto.

Quello che manca, da sempre, non lo si doveva chiedere ad una nuova licenza-farsa; doveva essere (ma non sarà) un discorso ancora più generale, doveva essere (ma non sarà) un modo univoco di definire le cose, comprensibile da chi inserisce materiale su Wikipedia come da chi vuole riutilizzarlo; risposte chiare, che prescindano dalle giurisdizioni, a domande banali tipo "come riconoscere l’attribuzione in caso di singolo autore/una dozzina di autori/migliaia di contributori", "come si scorpora correttamente del testo", "la wikificazione o la semplice aggiunta di un’immagine fa di un testo un’opera derivata?", "i copyviol possono restare in crono?", “esistono i diritti di trascrizione?” e via dicendo. Qualcosa insomma che non lasciasse perennemente il campo all’improvvisazione, campo su cui si divertono a marciare quei detrattori per cui tante preoccupazioni sono cervellotiche e superflue. Invece dobbiamo congratularci con Mike per il nuovo prestigioso incarico esterno, così avrà ancora meno tempo per noi di quanto (non) ne avesse prima. E si badi che tutto questo potrebbe essere nuovamente stravolto in futuro, non solo dall’implementazione di nuovi strumenti che potrebbero ponderare gli edit in base alla consistenza, all’effettivo impatto sulla voce, all’anzianità e/o alla reputazione dell’utente (mica è detto che sbarcheranno per forza sui nostri lidi), ma dall’introduzione delle ben più vicine FlaggedRevs

Se può mettere i bastoni tra le ruote a chi volesse cominciare a mercificare tutto quello che le nostre comunità hanno prodotto sinora, e insegnare meglio alle persone cos’è il copyleft e perché lo si sceglie come modello, non c’è scelta: GFDL a vita. Per il resto toccherà arrangiarci. Come sempre.

 *Update: il report del Signpost su Jimbo che ordina l’implementazione delle FlaggedRevs su en è succosissimo.

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