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StamPedia, wikinovità al galoppo

29 gennaio 2009

Le operazioni sul campo proseguono, certamente info più interessanti sono presenti in lista, ma non trovando il tempo per seguire tutto preferisco concentrarmi su altri aspetti della questione, cioè sulle proiezioni concrete che questa avrà: non tanto su Wikipedia, ma sul suo notoriamente legittimo riutilizzo anche a fine di lucro.

La carta non è certo passata di moda; Internet è il paese delle meraviglie per chi cerca qualcosa da leggere, e i progetti della WMF un’autentica cuccagna. E proprio perché la stampa è tutt’altro che obsoleta, adesso che (come asserito in precedenza) i contenuti ci sono e sembrano interessanti, è arrivato il momento di portarli nel modo reale.

Non vi sarete dimenticati che nel 2007 WMF annunciava una partnership per ottenere "stampe di alta qualità e copie delle voci per processori di testo da Wikipedia" e altre wiki. Questa tecnologia tramite estensione è operativa già da un po’ su Wikibooks in inglese e adesso arriva sulla Wikipedia in tedesco (che forti, ‘sti crucchi). Questo post quindi probabilmente non interesserà a chi già conosce la funzione. In pratica si può realizzare una collezione di pagine, strutturarle, dar loro un titolo e un sottotitolo globale, poi salvarle in PDF o in formati OpenDocument e, last but not least, acquistarne una copia cartacea che ci verrà recapitata a casa. Il servizio lo offre PediaPress.

Prima di continuare, premetto che c’è a mio avviso una sostanziale differenza tra questa storia e quella dei poster francesi: lì c’è un certo grado di pubblicità dell’azienda che stampa e AFAIK non ci sono veri contratti, per cui al di là delle promesse (fatte alla comunità, e non alla fondazione) in tasca a WMF arriva probabilmente pochissimo a fronte di uno spazio pubblicitario ben visibile – da qui la mia obiezione che, a questo punto, ads verso altre società che offrono lo stesso servizio potrebbero rendere esponenzialmente di più.

Qui invece si parla di una feature aggiunta a MediaWiki che potrebbe far decisamente comodo anche se si decidesse di non acquistare alcun PDF; inoltre PediaPress è partner ufficiale della Foundation, ma anche qui non sappiamo esattamente quanto del ricavato dei libri ritorni effettivamente a WMF né altri dettagli del contratto potenzialmente interessanti – il mappamondo che costituisce la copertina di qualsiasi volume, lo utilizzeranno gratis? L’unica cifra che sono riuscita a rilevare con una veloce ricerca è che l’Open Society Institute ha investito 40mila dollari per implementare il tutto.

Ho voluto testare la funzione di creazione di un "libro" direttamente su de.wiki. Mi sono confezionata il mio bravo bookettino con sole 5 voci: Obama, Mc Cain, i loro vice e la corsa alla Casa Bianca. Pesa 5.72 MB, è lungo 72 pagine, le foto sono a colori e si vedono molto bene, niente ci viene detto sui loro autori e le licenze, però sono cliccabili per andare a controllare direttamente online. È riportato invece un elenco in ordine apparentemente casuale di autori "principali" (sarebbero i registrati) per ogni voce: in mezzo ci sono anche utenti le cui modifiche sono state annullate o non sono state verificate, e perfino il nostro amico bot Commons Delinker. È tutto sommato piacevole da leggere (ammesso che si capisca il tedesco!) e alla fine ci sono due paginette di GFDL.

Lo strumento è insomma molto carino: pensate a una raccolta di voci prodotte da un progetto e coordinate tramite portale. È quello che aspettavamo per dei WikiReader decenti ed è già fattibile per qualunque sito in MediaWiki tramite bookmarklet di PediaPress.


Ma se un libro invece volessimo davvero ordinarlo?

Sul loro sito, tra i tanti disclaimer, non si fa menzione alcuna di GFDL e attribuzioni varie. Ma prima che qualcuno si preoccupi, chiarisco che a dispetto di questo le carte sembrano abbastanza in regola, come si deduce dal Sample Book in inglese sui mezzi d’aviazione anfibi. C’è un bel disclaimer iniziale su contenuti e licenze, mentre al termine del libro ci sono testo della GFDL ed ordinato elenco di utenti che hanno contribuito alle singole voci che compongono la raccolta (altrettanto per le immagini, qui anche con indicazione delle singole licenze – vengono stampate tutte in bianco e nero però), più il link alle voci relative. E qui facciamo alcune considerazioni e un po’ di aritmetica.

Voci su argomenti così specialistici e inattuali, va da sé, sono drasticamente meno editate di altre. La raccolta cui mi riferisco si compone di sole 11 voci cui vanno però aggiunte parecchie immagini. L’elenco degli autori di queste 11 voci, ”scritto piccolo piccolo”, richiede due pagine. Ce ne vogliono invece 3 per quello delle immagini, e altre 5 per la GFDL. La numerazione delle pagine si ferma a 97. Siamo quindi a poco più del 10% di un libro solo per citare chi sono gli "autori" (indicati come contributors), da dove si è preso il materiale e sotto quale licenza è rilasciato. E questo tendenzialmente al netto di anonimi e bot. Insomma, la licenza della GFDL sarà anche rompiscatole, ma il discorso sulla lunghezza delle history invece potrebbe non reggere abbastanza, visto quanto spazio occupano comunque le citazioni di fonte e licenza per tutte le immagini. Il libro inoltre sembra avere una formattazione diversa rispetto ai PDF, il che è auspicabile soprattutto per la leggibilità delle note, che riempiono ben 7 pagine della voce su Obama che avevo salvato in precedenza. Prima di stampare dunque assicuratevi che ne valga la pena. Se volessimo farci mandare una voce + immagine che su PDF occupi una singola pagina, di fogli, copertina inclusa, ce ne arriverebbero 15 (con oltre 8€ di spesa).

I libri così creati si possono anche salvare e condividere (sulle wiki abilitate o sul sito stesso). Ce ne sono quindi tanti già impostati e pronti da ordinare. Ne ho selezionato uno a caso, quello sul Web 2.0, 700 pagine dichiarate per 25 euro + IVA (invio escluso) circa. Quanto siete disposti a pagare per avere l’elenco degli autori delle 80 voci e di chissà quante immagini che lo compongono? Chi conosce, capisce e accetta il discorso che sta alla base del nostro modo di produrre sapere, risponderà "quel che si deve"; gli altri, probabilmente, "nulla".

Si capisce insomma che la raccolta dei nomi dei contributori, che sia fatta per un testo cartaceo, un DVD o altro supporto, non ha troppo senso così e in diversi casi può essere ancora economicamente onerosa.

Questo però non è un problema che possa essere bypassato con la scelta di una licenza diversa da quella attuale. La soluzione invece potrebbe stare nell’implementare tecnologie che riescano a distinguere entità e spessore dei contributi, perché no, che determinino se sono effettivamente presenti nella versione attuale della voce e magari segnalino tutto direttamente in cronologia (un po’ come già avviene per gli edit marcati come minori), o la rendano esportabile in un click. Molti dei miei edit nel ns0 sono equiparabili a quelli apportati da un bot, e talvolta anche meno significativi. E troppi utenti, anche storici, hanno il vizietto di ritoccarsi l’edit count effettuando un salvataggio per ogni singola virgola che spostano. Mentre un IP, specie se ha messo su l’intera pagina (ammesso che non sia copyviol), potrebbe almeno figurare sotto la laconica dicitura "utenti anonimi" che altrove è stata utilizzata in passato, ma non qui. Con strumenti simili non ci sarebbe bisogno della BY-SA che magari si accontenta del link alla cronologia, la quale già non dice granché al lettore di passaggio, soprattutto quando ripartita su più pagine: l’elenco degli autori sarebbe invece ridotto già di suo all’essenziale, e certamente più indicativo.

Ah, quasi dimenticavo. Special:Book da noi dovrebbe arrivare a marzo.

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