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Che fine ha fatto Wikipedia?

20 ottobre 2009
Il bus navetta Wiki WikiJimbo si fa aspettare qualche minuto, all’incontro promosso dalla Fondazione del Corriere, poi attacca con le slide, che si è guardato bene dal "localizzare" in qualche modo. E dopo pochissimo mi fa venire un dubbio: possibile che noi di Wikipedia non ci abbiamo mai capito niente? Agendo come abbiamo fatto finora, concentrandoci su determinati aspetti quando andiamo in giro a presentare il progetto, non è che abbiamo sempre sbagliato tutto? Il grande capo parla ad una platea dall’età media davvero alta, ma preparando il suo tour nella colta e digitalizzata Italia settentrionale avrà pensato bene di potersi permettere lo skip dei fondamentali. Deve tirare l’acqua al suo mulino, e lo fa parlando un po’ di marketese e mischiando allegramente Wikipedia e Wikia ("my other company, besides Wikipedia", che ha fatto sobbalzare anche Frieda); mai che comparisse uno screenshot di una voce (mentre ne vediamo di almeno un paio di Wikia) o che accennasse come si deve alla facilità di modifica o alla benemerita cronologia. Così il pubblico è reso edotto della presenza di una grande, appassionata comunità – di cui gli uditori potrebbero entrare a far parte, ma non viene mai ribadito esplicitamente un invito in tal senso – che negli anni ha creato un’opera culturale mirabile di cui nelle slide non c’è alcuna traccia. E se WP non c’è, capite bene che i progetti fratelli non meritano nemmeno una menzione. E le immagini presenti vengono da Flickr (Commons, questo sconosciuto). Tralascio dunque i vari dati snocciolati (alcuni dei quali provenienti da wikistics.falsikon.de) per arrivare al dibattito vero e proprio.
Spoiler: è stata una fiera di luoghi comuni e stantii condotta da due ospiti colpevolmente all’oscuro di troppe questioni fondanti di WP: Jimbo ha avuto solo la sfortuna di dover rispondere al fuoco incrociato dei due che era probabilmente troppo contorto per essere adeguatamente tradotto.
Stella vorrebbe saperne di più dei meccanismi editoriali di Wikipedia: il fatto che no, non ci siano editors preferiti ad altri per titoli e competenze proprio non gli va giù, tant’è che ripete la domanda, riformulandola appena, almeno un altro paio di volte. In una di queste Jimbo è costretto a citare ad esempio il bel lavoro svolto da esperti e non nel progetto inglese… sulle lumache. Poi spiega che WP non si autocensura nei paesi "caldi" come possono esserlo Cina o Iran, ma subisce da sempre blocchi e filtraggi a monte per evidenti motivi politici. Daniele Manca, vicedirettore del Corriere (quello che Internet se l’è inventato Al Gore) vorrebbe chiedere delle FlaggedRevs, ma non sa di cosa stia parlando – spiacenti, non c’è e non ci sarà un comitato di saggi a supervisionare le pubblicazioni. Così realizza, pur non avendo capito come, che "allora quello che sapevamo di WP era sbagliato" e Wales ammette che effettivamente c’è molto bisogno di persone che riflettano prima di parlare/digitare, ma non ha il coraggio di dirgli che non si riferisce ai perditempo su Wiki, bensì al suo interlocutore e all’intera categoria dei giornalisti o degli aspiranti tali. 
L’esistenza del libro "Wikinomics" dovrebbe essere lo spunto per investigare le ripercussioni dell’esistenza di Wikipedia in altri ambiti, e Jimmy non può tacere dell’impulso all’"apertura", che è tra i primi risultati indiretti dell’adozione di software e/o metodi wiki. Perciò chi non sa (o non vuole) accettare certi cambiamenti soccombe: l’enciclopedia tradizionale deve imputare solo a sé stessa la mancanza attuale di appeal ed eventuali problemi economici che dovessero derivarne col tempo. Poteva non esserci una domanda sul NPOV? Non facciamoci mancare niente e chiariamo come ci si possa collocare in posizioni neutrali, essendo fonti non primarie e non dovendo prendere posizioni sui fatti. Manca insiste sul legame Google/WP, così Jimmy rassicura sulla perfetta indipendenza dell’uno dall’altra e soprattutto sulla mancanza di collegamento tra la posizione egemone di WP nei motori di ricerca e la sua qualità (dovesse venir meno la prima, perché la seconda dovrebbe risentirne? Aggiungo io, i progetti minori e quelli in lingue semimorte allora fanno schifo per il solo fatto di esistere?) Wales se la cava agilmente con le curiosità sul Vaticano che edita WP (lui ricordava solo la CIA, e comunque la cosa per lui dimostra solo quanto siano perdigiorno certi dipendenti, specie quelli pagati con soldi pubblici) e su chi c’è economicamente dietro WP (dà il giusto credito ai piccoli donatori, e ad una domanda successiva chiarirà anche che nemmeno con WK finora ha guadagnato granché, e non si definisce ricco). Aveva già ribadito prima, e cacchio se mai te lo rimangerai verrò a prenderti ovunque ti trovi, che WP non è in vendita e che non c’è alcuna necessità né intenzione di votarsi alla pubblicità.
Le domande subiscono un tracollo qualitativo allucinante e Jimbo deve indicare la scemenza peggiore mai letta su Wiki (intelligentemente invece porta l’esempio di una voce apparentemente idiota che con il giusto lavoro sopra è diventata pienamente enciclopedica). E’ anche indulgente con la qualità di WP, ed è divertente notare che il "metodo WP" si applica anche agli studi che la riguardano, con gli utenti che fanno le pulci a questa o quella ricerca, anche se i risultati dovessero essere poi non più lusinghieri nei confronti del progetto.
C’è tempo anche per un excursus ai tempi di Nupedia e di San Diego (mai che venga menzionato il povero Sanger. Qui mi veniva da chiedergli: ma davvero vorresti riassumerlo?)
Jimbo mostra anche di non conoscere la funzione di AbuseFilter, che solleva parzialmente dal controllo umano delle modifiche in alcuni casi (ad es. di palesi vandalismi), e rileva come alla stupidità umana non ci sia mai fine anche nei casi di alcuni "personaggi" di en.wiki (pochi troll, dice, ma dannifici al punto da far perdere un mucchio di tempo alla comunità). Stella nel finale sfodera l’argomento scottante che tutti aspettavamo: l’accusa di relativismo da parte dei Gesuiti di alcuni anni fa. La risposta non è rilevante.
C’è tempo per una sola domanda, dal pubblico chiedono (ancora? è la stessa del giorno prima a BergamoScienza, mi dicono) come si spiega il diverso grado di neutralità per una stessa voce in wiki diverse. Qui il nostro illustra efficacemente il concetto di realtà viste  da ognuno con i propri occhi, e l’obiettivo possibile di far convivere le versioni di ognuno.
Sessione foto e autografi, perdo Stella di vista, poi praticamente ci cacciano. La domanda mi è rimasta in gola: Stella, ma secondo lei, se un politico ed editore cita per danni un fanclub (20 milioni 20 di euri), è o non è una notizia?
Ma probabilmente i giornalisti sono assuefatti al tramonto dei "fatti" quanto noi lo siamo alla scomparsa (o alla grave malattia) di quello spirito entusiastico che ci animava agli albori di un progetto che nel bene o nel male ci ha cambiato la vita.

Update 21/10: L’autografole fotoil video (tutto GFDL 1.2 only, tranne l’img che è CC-BY-SA 2.0)

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4 commenti leave one →
  1. CristianCantoro permalink
    21 ottobre 2009 12:58

    Ciao Elitre,
    grazie per il tuo report. Un paio di considerazioni:
    1) Platea e conoscenza Wikipedia. Non fatico ad immaginarmi la situazione. La difficoltà di compresione di Wikipedia deriva sostanzialmente, IMHO, dal fatto che non la si conosce, o, per lo meno, non la si conosce davvero. Tutti ne conoscono del concetto, ma, per esperienza, succede spesso che uno non ci crede ("ma è davvero così? La possono modificare tutti?"). Perchè Wikipedia, sempre IMHO, "intender no la può chi no la prova". Dico questo perchè, dopo aver passato ore a parlare di Wikipedia con qualcuno (in teoria) poi saltano sempre fuori i dubbi di cui sopra: "e come si fa? davvero posso? Ma anche senza registrarmi? Ma cos’è che possono fare in più gli utenti registrati?" Per questo credo se si vuol promovere Wikipedia (e WMI per prima) piuttosto che migliorare l’accessibilità interna (cioè rendere la vita più facile a chi su Wikipedia c’è [già] arrivato) si debba puntare sul migliorare l’accessibilità dall’esterno, cioè far vedere al mondo che, già adesso (!), posso andare a cliccare su una pagina e correggere una parola sbagliata. Tanta gente semplicemente non ci crede ancora (anche giovani).
    2) Stella. La mancanza di editori, insomma, di autorità e l’eterna questione dell’affidabilità di Wikipedia è una questione che ho sentito sollevare anche da Odifreddi nell’intervista a Wiki@Home (che stiamo per pubblicare). Questo ha una buona misura di fondamento e sono il primo a dirlo, ma ribalto la questione: perchè aver tanta paura della mancanza di autorità? Non ci si può armare di un po’ di santo spirito critico (e anche di pazienza) e leggere le cose con attenzione? Anche perchè se l’autorità inizia a diffondere scemenze, uno se le be tutte d’un fiato. Piuttosto, (e Jimbo ne aveva accennato a Bergamo) il vero danno da mancanza di esperti (e che dovrebbe essere riparato) è il pregiudizio sistemico: bellissime le voci su WP sui Pokemon, magari fossero così anche quelle su la teoria delle stringhe (sono esempi, non mi riferisco a queste voci particolari !)
    3) Causa. Evidentemente non è una notizia (la cosa è uscita grazie a una domanda dei giornalisti de "Il fatto quotidiano" anche nella conferenza stampa a Bergamo. C’erano molti giornalisti presenti (a memoria ricordo: TG5, Gazzetta dello sport, RaiNews, Il Giorno), tu ne hai sentito parlare da qualche parte? Io no. (visto il servizio del TG5, poi?)
    Ciao,

    Cristian

  2. anonimo permalink
    21 ottobre 2009 23:29

    Quindi alla fine ci sei andata comunque!
    Però, riguardo il titolo del video, non era a Bergamo la conferenza?

    Saluti,
    Gianluigi!

  3. Elitre permalink
    22 ottobre 2009 09:45

    @Cristian: del servizio mi hanno riferito, a quanto pare la causa interessa solo a quelli del Fatto Quotidiano (non ho avuto il tempo di vedere cosa ne hanno scritto il giorno dopo).

    @Gianluigi, era una cosa diversa che si è tenuta a Milano – avevo twitterato in merito dopo aver saputo del post di Frieda.

  4. anonimo permalink
    27 ottobre 2009 01:27

    Non sono abbonato al tuo rss su twitter, almeno non ancora.
    Comunque per altre conferenze wikipediane o altre iniziative qui a Milano, ricordati di mandarla una e-mail: se e quando sono in città mi viene più comodo venire!

    Saluti,
    Gianluigi!

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