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Materiale per debunker

8 maggio 2010
Oggi mi dò al complottismo. E’ una pratica divertente ed in situazioni come quella generatasi negli ultimi giorni, di autentico panico di fronte ad un autoritario intervento "censorio" del bel God-King della baracca, può aiutare a capire meglio la questione o almeno a sdrammatizzarla un po’. E poi sto vedendo molti polizieschi, ultimamente.

Tutto nasce dal ritorno mediatico del non-riconosciuto-co-fondatore Sanger, al quale, come sappiamo, nemmeno con Citizendium è andata troppo bene.
Allora parte lancia in resta, sicuramente ben consigliato, con accuse a WMF di ospitare materiale pedoporno illegale sui suoi siti. Nessuno se lo fila troppo (riassunto sul Signpost) finché non arriva Fox News a bomba a rilanciare le accuse dirette specificamente ad Erik Moeller ed alcune sue vedute sull’argomento. A questo punto WMF è costretta a far quadrato. E’ il 28 aprile. Dopo un po’ di giorni però Jimbo si logga e comicia a cancellare  qualche centinaio di immagini "porno" da Commons. Anche qui la WMF rilascia dichiarazione ufficiale, che vale la pena di analizzare. In essa sono ribaditi molto semplicemente due concetti. Il primo è che lo scopo dei progetti WMF è ed è sempre stato educativo, quindi Jimbo non si è tecnicamente "inventato" una nuova policy, ma ha solo applicato ad un settore specifico, forse unilateralmente, sicuramente senza tener conto di alcun consenso,   http://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:Project_scope (per fare un esempio) che come potete verificare dalla cronologia non è certo mutato negli ultimi tempi. Si invitano anzi i signori utenti a voler seguire il suo esempio. Non vorrete mica buttare la croce addosso a Jimbo se qualcuno nel tempo non ha vigilato abbastanza e quindi adesso gli tocca fare i doppi turni?
Questo però non spiega i suoi modi di fare tutt’altro che ragionevoli e collaborativi.

Parrebbe invece spiegarli la parte centrale del messaggio, il secondo concetto.
WMF non risponde al senso comune; questo significa che il materiale potenzialmente inappropriato o offensivo per alcuni tipi di pubblico come i bambini o persone di una certa religione o cultura c’è e ci sarà sempre.
Allora che è tutta ‘sta fretta iconoclasta? "We do immediately remove material that is
illegal under U.S. law".
E’ tutto lì, è nero su bianco, è spiegato con chiarezza e comprensibile, anche senza i miei grassetti.
Ed era stato anche annunciato: nel messaggio del 28 aprile infatti si diceva "The Wikimedia Foundation obeys the law. In the weeks since Sanger’s published allegations, the Wikimedia Foundation has not been contacted by the FBI or any other law-enforcement agency with regard to allegedly illegal content on any Wikimedia projects. […] If and when we are informed by law enforcement agencies of illegal content that has not already been removed through self-policing, we will take quick action to delete it."
Non ci vuole una traduzione per capire che la provocazione di Sanger si è trasformata o rischia seriamente di farlo in una grana legale non da poco per WMF; l’intervento diretto di Jimbo serve con ogni probabilità a dimostrare buona volontà e totale collaborazione con le autorità. Penso di aver ribadito più e più volte in diversi contesti l’assoluta leggerezza con cui WMF tratta le rogne legali, che a volte sconfina nel disinteresse: si vede che stavolta proprio non hanno potuto far finta di niente.
E per non dare soddisfazione a Langer, buttiamo insieme il bambino e l’acqua sporca; infelice battuta per dire che un repulisti di immagini pedoporno viene mascherato dal polverone su quelle solo porno (stiamo sempre tenendo fuori dalla questione il fatto che in questa categoria siano state fatte rientrare immagini di opere d’arte ed altre potenzialmente "innocue").
Non ha senso obiettare che il modo con cui sta andando avanti l’azione avrebbe prevedibilmente danneggiato i progetti, minato l’entusiasmo dei collaboratori e provocato diserzioni tra gli admin.
Questo era già calcolato e non è un problema.
A cosa pensavate che servisse l’affaire Facebook se non ad aiutare una ri-fondazione della comunità, adesso che dall’alto si hanno dati sufficienti per sapere come gestirla al meglio?

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  1. Elitre permalink
    10 maggio 2010 02:20

    Il succo degli update sta su Tumblr.

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