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Brainstorming

24 settembre 2010
La seconda assemblea annuale di WMI (quella importante, perché rinnovano il direttivo) si tiene domani.
Qualche settimana fa è stato lanciato il concorso "Idee da Wiki". Sorvolando sul fatto che se il premio consiste nel raggiungere a spese di WMI la location stabilita si deve essere preparati al fatto che la vinca qualcuno che magari sta a più di 1000km e che potrebbe aver bisogno di un po’ più di un paio di giorni di preavviso per organizzarsi e partecipare,  vediamo qualcuna delle risposte pervenute. E’ chiaro che nessuna o ben poche di queste possono essere realizzate se prima WMI non risolve almeno parzialmente i noti problemi di identità e di outreach qui ricordati.

Quella di Vale è decisamente un’ottima idea. Da quando esistono le collezioni di pagine, che da noi si chiamano Libri, cosa è stato fatto per segnalarne l’esistenza a chi non è wikipediano? Sfido chiunque a raggiungere la categoria che li raggruppa dalla Home, che è chiaramente l’unico punto di partenza possibile per i lettori; il portale relativo è pressoché orfano. Dunque, crearne di nuovi appositamente per gli eventi cui WMI/WP partecipa e mostrarli al pubblico, distribuirli sulle chiavette o addirittura in forma cartacea ha un impatto sul pubblico? Chiaramente, e non trascurabile. Se da un punto di vista "filosofico" è un passaggio inverso a quello che avviene più comunemente e che porta proprio alla creazione di voci su Wikipedia, perché dal bit si torna alla carta, dal punto di vista meramente comunicativo è Wikipedia in action, sono i frutti fisici del lavoro di migliaia di persone. Del resto ho sempre sostenuto che incontrando la gente sia necessario far vedere la dimensione fisica dell’enciclopedia, ad es. tramite il CD di EXA o i purtroppo scomparsi archivi del Picture of the Year di Commons, perché danno l’idea della mole di materiale realmente a disposizione di tutti.

Non condivido invece l’idea di Aushulz, perché per promuovere qualcosa bisogna averne una conoscenza davvero buona (le buone intenzioni hanno smesso di essere utili da un po’), e perché è impresa titanica seguire i milioni di posti in cui si parla di progetti Wiki e quindi ci si forma un’idea degli stessi. Scrivere da qualche parte "Ehi, che ne dite di lavorare insieme su questo sito della WMF, su cui si può…" è gettare il sasso e togliere la mano. Arriveranno gli ubiqui troll a smorzare l’entusiasmo, dire peste e corna e a snaturare il corso della "conversazione". Stare lì a smontare le tesi dei detrattori, sbufalare, linkare ecc. ecc. è un lavoro che persino i più resistenti di noi hanno smesso di fare ad un certo punto. Per quanto doveroso (ad es. nei casi in cui si viene a torto tirati in ballo dalla stampa nazionale o da qualche blogger più o meno famoso), per quanto a volte lo si faccia per difendere addirittura il proprio operato, ad un certo punto ci si stanca di star sempre lì a correggere tutto, perché alle parole al vento in molti hanno sempre preferito i fatti, cioè gli edit su WP.  Non è IMHO né dai forum né dai social network che arrivano gli utenti davvero benintenzionati e capaci di dare un contributo positivo e che duri nel tempo. La buona comunicazione purtroppo per noi non si improvvisa. ed in ogni caso chi vuole può promuovere Wiki come crede, non c’è mica bisogno che un chapter coordini alcunché. Comunque, se ancora le famose 10 cose da sapere in realtà le sanno in pochi, significa che c’è molta strada da fare e che non è con il proselitismo nei bassifondi che si può proseguire. La WikiGuida invece sembra una buona idea, vedremo la prossima (su Commons) che accoglienza avrà.

La proposta di Gallio è parzialmente fattibile già da subito. Molto tempo fa misi mano a  questa pagina, che idealmente almeno su Commons dovrebbe avere una sua corrispondente con qualche presentazione un po’ più standard e sempre aggiornata per ogni progetto.  I wikimediani sono sempre disponibili a presentare i progetti e non soltanto nelle scuole; per quanto riguarda un progetto in cui gli studenti guadagnino crediti effettuando scansioni di materiale libero per Wikisource, qui avremmo purtroppo bisogno di chiarirci definitivamente le idee sul copyright, perché per i libri la regola dei 70 anni dalla morte dell’autore non tiene purtroppo conto di altre variabili, tipo il disegnatore della copertina, l’illustratore o i fotografi i cui materiali possono apparire nel libro e che siano magari impossibili da identificare.

L’idea di Alex Brollo di dichiarare ufficialmente una partnership con Archive non è male, ma andrebbe in ogni caso gestita a livelli superiori di un singolo chapter.

Sumail chiede video che riassumano concetti/contenuti di una voce; quella della produzione di video, o anche solo di animazioni, è una strada senz’altro interessante (basti pensare alla possibilità di usare programmi di grafica 3d liberi), ma richiede troppo impegno economico (si pensi alla Wikiguida) oppure collaborazioni con partner seri, anch’essi con una solida base di volontari da impiegare. Purtroppo, a meno che per video non si intenda il banale collage fotografico che costituisce buona parte dei filmati presenti su YouTube, per realizzare un progetto come si deve, con tanto di sceneggiatura, revisori ecc. ci vuole anche molto, troppo tempo.

L’idea di Tom9 sui "concorsi" dedicati agli utenti in realtà è stata già messa in pratica almeno l’anno scorso  ma non ha suscitato l’entusiasmo che avrebbe dovuto, anche se va detto che se si fanno proposte troppo specifiche è chiaro che l’interesse venga a scemare (ad es. restringendo il campo ad un determinato argomento). Quest’anno per il premio si è percorsa una strada diversa, e nei fatti questo rappresenta comunque un’occasione in meno di apertura dell’associazione nei confronti dei progetti.

Rodidon ribadisce l’uso di WP a scuola, e la scrittura di manuali da parte dei prof. Niente di nuovo, ma impossibile senza contatto+formazione+supporto degli insegnanti. E’ un processo lungo e che richiede la costituzione di un team apposito. Wikipedia a scuola è un sogno che WMI rincorre da sempre, ma è una strada battuta con discontinuità e che almeno finora sembra non aver portato alla produzione almeno di materiali riutilizzabili altrove per replicare l’esperienza in modo più o meno autonomo, che è l’obiettivo ultimo di ogni progetto.

Marko86 vorrebbe Wikipedia a due velocità, una versione più chiara e semplice da comprendere, l’altra più lunga e completa. Insensato forse per l’italiano: per l’inglese invece qualcosa di simile esiste ed è un potenziale strumento didattico davvero utile.

A Peccu89 andrebbe ricordato che l’unica pagina di riferimento per pubblicizzare WP sui propri siti è questa, e penso basti così.

M.Basile, oltre a far confusione tra Wikipedia e Wikinotizie, confonde anche le agenzie di stampa e le enciclopedie. Irricevibile.

Quella di Gardanus invece è una good practice di WP a scuola che andrebbe pubblicizzata a dovere così da invogliare altri a percorrere la stessa strada. E se ho capito bene, ha fatto anche tutto da solo. Kudos!

A Lbrc consigliamo invece un giretto su Wikibooks.

Lam mi ha davvero colpita: c’è ancora gente in giro (come ho sempre teorizzato :p ) che ha bisogno di una mano per capire le regole base dell’editing. WMI su questo è ferrata, per fortuna, però si vede che non le promuove abbastanza, visto che a Cinisello ci sono stati ben più di una volta. Io non appartengo a WMI ma sia chiaro che nel Sud Italia se qualcuno avesse bisogno di un minicorso sull’inserimento di contenuti sono disponibile. Forse è un tipo di info che gli utenti potrebbero abituarsi a inserire nella propria UP.

Aubrey vuole i GLAM anche da noi, ed avendola sempre pensata così non posso che essere d’accordo. Il guaio è che quando la possibilità di collaborazioni serie c’è stata, per qualche motivo mai troppo chiaro non se n’è mai fatto niente. Quando si dice darsi la zappa sui piedi.

Guig32 è per caso il figlio di qualche wikipediano che conosciamo bene? Perché il tono e il tasto che va a battere mi sembrano familiari.

Giorgio chiede una versione di Wikipedia offline e per la scuola…
Chi se la sentisse potrebbe tradurre http://schools-wikipedia.org/ .

I suggerimenti di olosfound, che sinceramente non mi sono del tutto chiari, se non altro si riferiscono direttamente al chapter e non si focalizzano su un solo progetto. Le sue richieste però presuppongono un’organizzazione troppo complessa per cui almeno qui non credo siamo pronti: altrove mi pare invece che i capitoli comincino a intraprendere la strada della professionalità (WM UK per esempio sta offrendo lavoro). Non è detto che con l’annunciata inaugurazione di una sede fisica le cose non cambino anche da noi, anche perché non è che ci vorrebbe poi molto, basta trovare le formule adatte ed è possibile da subito offrire stage a ragazzi per progetti specifici come la digitalizzazione di un’opera, ad esempio.

romick, convinto che le WP siano su basi nazionali, si lamenta che sia impossibile sapere quale tra le varie versioni sia la migliore. Posto che alla sinistra di ogni voce c’è (ancora) la lista degli interwiki (cioè di una voce sullo stesso argomento ma in un’altra lingua), se la lingua di riferimento è preceduta da una stelletta, ciò significa che in quella Wikipedia la voce è ritenuta tra le migliori prodotte dalla comunità. Su WP in italiano per sapere se una voce è frutto di una traduzione da altra Wiki si può controllare la presenza di un template relativo nella pagina di discussione: in linea generale però usiamo l’immaginazione: teniamo presente quali sono le WP più grandi, quali sono le lingue più diffuse al mondo e quanta importanza ha un determinato argomento nella cultura/lingua di riferimento. Dovrebbe bastarci questo per aiutarci a individuare quali saranno le versioni presumibilmente migliori delle voci che ci interessano; considerando però che a parte la Vetrina e riconoscimenti simili sempre in peer review, non c’è modo di conoscere l’effettivo grado di esattezza e completezza di una pagina (ma si sta lavorando anche su questo).

M. Milano lamenta una poca omogeneità delle voci, che è chiaramente un ambito in cui l’associazione non ha modo di intervenire, non rispondendo dei contenuti dei progetti. Vale comunque la pena ricordare che in realtà quasi ogni argomento ha un suo modello stilistico di riferimento, che però non è obbligatorio. Inoltre, l’importanza o meno di un argomento rispetto ad un altro non la si può stabilire a priori (il "delirio sul clima" è in realtà una raccolta di dati provvista di fonte inserita in tutte le città per cui è stato possibile reperirne, e che la comunità aveva molto apprezzato), e l’unico modo per ovviare alle nostre lacune è sempre quello di prendersene carico personalmente.

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4 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    24 settembre 2010 23:00

    Per la cronaca WM-UK ha annunciato giusto oggi chi ha assunto: http://blog.wikimedia.org.uk/2010/09/charles-matthews-appointed-office-manager/

  2. anonimo permalink
    27 settembre 2010 15:40

    Sorvolando sul fatto che se sai che il termine è la domenica precedente e ci vorrà qualche giorno per lo spoglio è difficile che tu venga avvisato – se selezionato – con molto anticipo 😉

  3. Elitre permalink
    27 settembre 2010 18:11

    Giusta osservazione, grazie per aver rilevato che gli errori sono stati almeno due.

  4. anonimo permalink
    1 dicembre 2010 22:42

    E con un solo paio di mesi di ritardo, ecco anche le risposte di WMI:

    http://www.wikimedia.it/index.php/Idee_da_Wiki*/Tutte

    E.

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