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Con un certo ritardo…

23 maggio 2014

Con un certo ritardo… presento su it.wp due ragazzi italiani che hanno recentemente iniziato a lavorare per WMF.

Perché la meno così tanto con WP:Conoscenze personali

28 aprile 2014
Validate ALL the Wikipedians!!!

Validate ALL the Wikipedians!!!

Perché noi wikipediani, che ci piaccia o no, siamo una comunità. E siamo una comunità globale. Certo, magari con necessità o priorità diverse, ma tutti uniti dalla stessa missione. Per cui trovo bellissimo un sistema interno a Wikipedia che permetta di riconoscerci (e non un grosso social network; anche se riconosco molti meriti a questi siti, Conoscenze Personali ammette solo ed esclusivamente gli incontri avvenuti “in carne e ossa”). Esserci o non esserci non cambia una beneamata mazza per quanto riguarda le comuni dinamiche del sito – se devi essere bannato, sarai bannato a prescindere se sei uno sconosciuto o se sei parente di Jimbo. Che poi su de.wp questo giochino ce l’hanno da anni, ma sarà interessante veder crescere, nel lungo periodo, anche la “nostra” lista di persone che un bel giorno una certa enciclopedia online ha unito in un modo o nell’altro anche nella “vita reale”, come la chiamano alcuni. Io mi sto proprio divertendo a ricordare quando ho incontrato le persone che ho confermato, e i passi veri e propri per iniziare sono solo un paio (tre se proprio dobbiamo conteggiare anche la modifica della lingua dell’interfaccia su de.wp), per cui invito tutti quelli che finora hanno avuto la fortuna di incrociare la propria strada con quella di altre curiose creature chiamate wikipediani a farsi avanti – io e i pochi italofoni pionieri siamo pronti a confermare a tutto spiano. E se vi state chiedendo perché questo tool è ancora misconosciuto, è probabilmente perché ancora non l’hanno scovato quei gran casinari di Iberocoop

27 aprile 2014

Ho almeno un paio di post da mettere qui sopra. Se mi avete cancellato dai feed, peggio per voi :p

Perché i libri di carta devono morire, e moriranno

23 novembre 2013

La prima premessa è che di post simili ne esisteranno a pacchi, immagino.

La seconda è che qualcosa di simile mi era già capitato in passato, per cui era arrivato il momento di raccontare, appunto, perché i libri non elettronici debbano sparire, e lo faranno.

Lo faccio qui perché oggi avevo una missione (ufficiosa) consistente nel verificare una fonte citata in una voce dell’unica enciclopedia che ha senso di esistere, la nostra (per chi non mi conoscesse, quella online che usate tutti i giorni).

Ecco la lista degli step necessari per questa operazione, nell’anno del Signore 2013.

  1. Localizzare tramite Internet la risorsa desiderata, nel nostro caso, un dizionario biografico dei matematici (in tedesco); raggiungere l’unica biblioteca in Italia che ne possiede l’unica copia della cui esistenza è dato sapere.
  2. Verificare dalla mappa posta all’ingresso di essere nel posto giusto: è corretta a penna e apparentemente riporta due pallini “Voi siete qui” in quelle che sembrano essere 2 strade diverse.
  3. Leggere il cartello delle regole relative all’accesso, che prevede il deposito di borse e affini in armadietti utilizzabili previo inserimento di una moneta da 1 euro; notare di esserne sprovvisti.
  4. Provare a farsi cambiare una banconota da cinque euro dai presenti nella struttura; ricevere sguardi commiserevoli e offerte di elemosina.
  5. Abbandonare l’edificio in cerca di maggior fortuna altrove.
  6. Raggiungere il bar più vicino; tentare, per educazione, l’acquisto di unatipologiacomunedicioccolatini; scoprire che non ne dispongono; chiedere allora semplicemente il cambio della banconota; ricevere dal cassiere uno sguardo incredulo (evidentemente lì si è avvezzi ad incassare metalli solo sotto forma di lingotti d’oro) e il consiglio di rivolgersi all’edicola.
  7. Raggiungere l’edicola; come sopra, cercare di ottenere il cambio mediante un acquisto banale (ad es. bigliettodellametrocheinrealtànonserviva); sentirsi reindirizzare al bar.
  8. Tornare al bar; acquistare il biglietto di cui sopra; meravigliarsi nel constatare come, dopo tutto, il bar possa fornire il resto in valuta corrente.
  9. Tornare in biblioteca; trattenere documento identificativo provvisto di fotografia, dispositivo per scattare eventuale foto alla pagina d’interesse, dati relativi al libro; chiudere la borsa nell’armadietto e ricordarsene il numero o tenere la chiave a portata di mano.
  10. Presentarsi al banco informazioni; per accedere alla sala consultazione, compilare un modulo (che oltre al numero del suddetto armadietto chiede domicilio, professione e numero di cellulare di chi lo presenta); ignorare il chiacchiericcio dei dipendenti della biblioteca, che commentano tra di loro l’afflusso degli utenti e le lamentele dei superiori: <<E se ti fanno storie perché ti allontani, tu digli che allora mandino qualcuno, a coprire la pausa!>>
  11. Raggiungere in punta di piedi il bibliotecario in sala consultazione; constatare mentalmente che dato l’aspetto non potrebbe assolutamente fare altro nella vita, ma proprio mai; dedurre dallo sguardo sadico che, altrettanto necessariamente, per hobby invece rapisca e torturi universitarie alle quali lui non interesserebbe in nemmeno uno di tutti i possibili universi alternativi; ricevere indicazioni sull’ubicazione del volume cercato.
  12. Recarsi allo scaffale; prelevare il volume; tornare dal bibliotecario.
  13. Chiedere il permesso per poter eventualmente fotografare la pagina che interessa; ricevere un consenso subordinato alla compilazione di un modulo delle dimensioni di un A4 o giù di lì; declinare ringraziando e facendo notare che penna e taccuino suppliranno egregiamente.
  14. Consultare il libro; non trovare l’informazione desiderata.
  15. Accedere alla sala cataloghi nel tentativo di localizzare un’opera vagamente affine a quella di cui si abbisogna; fingere di non sentire le disquisizioni delle dipendenti circa lo stato umorale di un collega: <<Non dormi? E perché non dormi? A cosa devi pensare sempre, che non riesci a dormire?>>; chiedersi se in un qualche punto della storia italiana sia esistito un obbligo di prendere in quota dei dipendenti, un po’ come quello per i disabili, ma applicato ai meridionali.
  16. Accettare il fallimento dell’impresa; riconsegnare la scheda d’ingresso; recuperare borsa (e euro) dall’armadietto; andarsene.

Tempo e spesa per l’operazione: evidentemente non alla portata di tutti.

Ecco la lista degli step necessari per questa operazione, nell’anno del Signore 2063.

  1. Localizzare il file del libro su Internet, che sarà disponibile probabilmente ovunque, anche dalle piastrelle del bagno; scaricarlo (il libro, non lo sciacquone).
  2. Verificare che l’informazione desiderata non è presente.
  3. Riprodurre il gesto come da figura.

Tempo e spesa per l’operazione: così irrisori da non essere calcolabili. Soprattutto nel 2063.

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